L’epifania in Sardegna tra antiche tradizioni e culti locali

Lo sapevate che l’Epifania in Sardegna è diversa dal resto dell’Italia? Viene celebrata secondo delle tradizioni locali molto particolari che derivano dalle sue origini Catalane.

In tutta Italia, l’Epifania viene celebrata il 6 gennaio ed è tra le feste che i bambini attendono di più per il ricco bottino di giochi e dolciumi ricevuti dalla Befana.
Oggi questa festa si celebra più o meno allo stesso modo in tutto il Paese, ad eccezioni di qualche luogo che arricchisce la tradizione aggiungendo delle varianti locali.

Tra questi luoghi c’è la Sardegna. In particolare trae alcune usanze dalla tradizione Catalana a sottolineare le origini iberiche.

Innanzitutto, l’Epifania non è una festa originariamente sarda, ma ci sono testimonianze del fatto che in Sardegna sia celebrata almeno a partire dal Medioevo. Ma non aveva niente a che vedere con la Befana.

C’è la Carta de logu che è una raccolta di leggi in lingua sarda, la cui prima versione di cui siamo a conoscenza fu trascritta durante il 1300. Oggi possiamo leggere nella versione di Eleonora D’Arborea un riferimento all’Epifania indicata come “Sa Pasca Nuntza” , la festa dedicata ai Re Magi.

Nel mondo cristiano infatti, la vecchietta sulla scopa che porta dolci o carbone ai bambini del mondo non è la protagonista della festa. Dieci giorni dopo Natale, il 6 gennaio, si ricorda l’episodio descritto nel Vangelo di Matteo riguardo l’arrivo alla Grotta di Betlemme dei Re Magi.
Partiti dalla loro terra lontana, portarono in dono al Bambino Gesù oro, incenso e mirra.

La tradizione catalana è ancora oggi molto legata a questa ricorrenza, tanto che ancora oggi, il 6 gennaio a Barcellona di celebra con una festosa parata dei Re Magi.

Il dolce dei Re

Parte del patrimonio culturale che la dominazione spagnola riversò su quella sarda fa ancora parte della cultura locale.
Non si organizzano parate per i magi sull’isola, ma il particolare rito della preparazione del dolce dedicato ai Re, “el roscón de Reyes“, si pratica ancora oggi in Sardegna.

Ci vogliono 10 giorni per preparare il Dolce dei Re

Si tratta di un dolce con frutta secca e uvetta dalla lievitazione molto lunga. Gli ingredienti vengono divisi in gruppi e aggiunti all’impasto in giorni diversi a intervalli prestabiliti.
Dopo 10 giorni il dolce può essere infornato e il risultato è quello di lievitato alto e soffice in modo indescrivibile.

Tra il dolce catalano e quello sardo, c’è solo una piccola differenza.

Nel dolce che ancora si inforna in Spagna, si aggiungono all’impasto una piccola statuina raffigurante uno dei re magi e un fagiolo.
Il 6 gennaio chi trova nella propria fetta la statuina riceve un augurio di buona fortuna e prosperità per tutto l’anno. Chi trova il fagiolo è incaricato di comprare il dolce per il prossimo anno.

In Sardegna invece, si aggiungono all’impasto 3 legumi: un fagiolo, un cece e una fava. Chi troverà i legumi nella propria fetta avrà un raccolto prosperoso durante l’anno.

Infine c’è un’altra tradizione per l’epifania che in Italia è solo sarda e che coinvolge i bambini: il canto de “sos tres rese”.

Il canto de Sos Tres Rese

A quanto pare, in Sardegna a partire da Halloween, ogni occasione è buona per fare “Dolcetto o scherzetto?”. Si fa per il 21 ottobre, si fa a Natale e si fa anche all’Epifania.

Il 6 gennaio i bambini bussano alle porte chiedendo il permesso di intonare il canto dei tre re in cambio di dolcetti, frutta secca e monete da conservare.
Se vi capita di essere in vacanza sull’isola in questo periodo, fate attenzione a farvi trovare in casa e abbiate cura di dispensare abbastanza dolci. Pena, l’intonazione da parte dei bambini di un canto di malaugurio che vi perseguiterà tutto l’anno.

Oggi queste tradizioni fantastiche non sono celebrate come una volta in tutta la Sardegna, ma persistono in alcuni luoghi soprattutto nella zona nord. In particolare IttiredduOzieriBonnanaro e Alghero sono molto legate a queste usanze folcloristiche.

Feste ed Epifania in Sardegna dove soggiornare

La Sardegna del Nord è senz’altro la parte dell’isola più legata alle tradizioni festive invernali.
Per vivere appieno la cultura locale, scegli una struttura che ti permetta di raggiungere in poco tempo tutti i luoghi di interesse culturale e creare memorabili ricordi di una vacanza magica.

Villa Vacanze Sassari Domus
Immersa nel verde, a pochi minuti dai centri storici di Sassari ed Alghero, è circondata da strutture per attività sportive e percorsi per passeggiate a piedi, bici o trekking. Composta da due unità abitative con ingressi indipendenti, può ospitare fino a 12 persone

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