Il Carnevale in Sardegna

L’isola è ricca di tradizioni diverse ed inaspettate per questa ricorrenza. Scopriamo il Carnevale in Sardegna ed i vari festeggiamenti con tutte le loro particolarità.

La storia del Carnevale

Avete mai notato quanto nel complesso i festeggiamenti per il carnevale siano “folli”?
Maschere, scherzi, spettacoli e festeggiamenti in grande un po’ ovunque nella penisola. Questo perché alla nascita il carnevale era noto come “Festa della pazzia”.

Quando nasce il Carnevale?

Il carnevale come lo conosciamo noi nasce nel Medioevo.
Ma la sua storia è in realtà molto più antica avendo origini pagane.

I popoli Babilonese, Ittita, Fenicio ed Egiziano usavano celebrare attraverso riti sfrenati i propri dèi attraverso questa festa.
Greci e Romani non furono da meno, rendendo omaggio al dio del vino.

Sappiamo bene quanto questo genere di festeggiamenti potesse essere folle tra rappresentazioni teatrali, sacrifici alle divinità, danze e rituali che non potevano essere visti di buon occhio dalla cristianità ai suoi albori.

Con l’imperatore Costantino il cristianesimo divenne la religione ufficiale. I romani dissero così addio al loro carnevale pagano.

Tuttavia, nel tempo, la voglia di lasciarsi andare ai festeggiamenti divenne sempre più difficile da reprimere e così la Chiesa Cattolica dovette cedere ad un compromesso.

Permise al popolo di festeggiare il Carnevale, ma ad un caro prezzo!

Soltanto a coloro che sarebbero stati disposti a digiunare per 40 giorni prima di Pasqua fu concesso di festeggiare il Carnevale.
Col tempo il legame con la religione si perse ed il carnevale divenne soltanto una settimana di festa in cui era permesso darsi alla pazza gioia prima di tornare, alla consueta sobrietà imposta da una società civile.

Ad oggi questa festa non ha più legami con la religione, tuttavia il Martedì Grasso sancisce la fine delle feste. Precede infatti il Mercoledì delle Ceneri e l’inizio della Quaresima.

Conosciamo sicuramente le più famose celebrazioni del Carnevale in Italia, come quello di Venezia o quello di Viareggio ad esempio.

Ma come si festeggia il Carnevale in Sardegna?

Le tradizioni del Carnevale in Sardegna

Le tradizioni del Carnevale in Sardegna sono tante e tutte estremamente diverse da quelle del resto d’Italia.
Di zona in zona dell’isola, i festeggiamenti cambiano tra usanze e travestimenti dalle simbologie particolari ed inaspettate.

Un esempio?

Il Carnevale di Bosa merita una menzione particolare.

Bosa è un bellissimo borgo medievale nella zona nord occidentale della Sardegna. Situato su una collina a ridosso del mare, sormontata da un suggestivo castello.

Qui il Carnevale si chiama “Karrasegale” e si festeggia indossando dei travestimenti particolari per impersonare le Attittadoras.

Questi personaggi vagano per le strade del borgo fingendo di piangere la fine del Carnevale rappresentato da un fantoccio dalle sembianze di neonato e chiedendo del latte per tenerlo in vita.
Divertente come invece le Attittadoras, spesso interpretate da uomini, ricevano più vino sardo che vino, finendo a bere tutti insieme in allegria.

In altre zone della Sardegna il Martedì Grasso può essere dedicato a rappresentazioni legate alla vita campestre, alla commemorazione dei fuochi di Sant’Antonio o ancora a rendere omaggio agli antichi rituali di caccia.
Ogni celebrazione è completamente diversa da zona a zona, tuttavia c’è qualcosa che accomuna tutta l’isola: il cibo.

Le frittelle di Carnevale in Sardegna

Sicuramente, oltre ai festeggiamenti più tipici delle varie zona, ci sono anche quelli a cui siamo più abituati. Un po’ ovunque si tengono le classiche sfilate di carri con eventi che intrattengono grandi e piccini, ma la cosa che più di tutte accomuna i vari luoghi sardi sono le frittelle di Carnevale.

Si chiamano Frisgioli Longhi, ma hanno tanti nomi diversi in base alla variante.

Ad una base di impasto composta da farina, lievito, zucchero, scorza grattugiata di agrumi, uova e latte, vengono aggiunti diversi ingredienti creando varianti che nelle varie zone dell’isola, sono conosciute con nomi diversi.
Tutte però hanno l’inconfondibile forma lunga a spirale.

Tra le più particolari, la variante chiamata Cattas. All’impasto base vengono aggiunti Rhum, Moscato e lo Zafferano che le rende assolutamente uniche.

Queste frittelle sono il simbolo della cucina domestica durante il periodo del Carnevale, ma sono anche un tipico street food da assaporare passeggiando per le strade mentre ci si gode il clima di festa.
Un’esperienza da provare.

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